Descrizione
Vino rosso prodotto in Toscana in bag in box da 20 Lt Rabissi
Il vino rosso prodotto in Toscana, in bag in box, Rabissi è un vino da tavola buonissimo. La famiglia Rabissi ha voluto unire la praticità della bag in box, con la convenienza ed il gusto. Un vino da portare sulla tavola tutti i giorni senza rinunciare al gusto toscano e alla qualità. Con uve raccolte a mano, proprio come per il Rosso di Montalcino e il Brunello di Montalcino Rabissi, per avere sempre a portata di mano la qualità ad un ottimo prezzo. Vinificato in rosso (con il mosto a contatto con le parti solide) ad una temperatura controllata di 26 gradi, dopo la macerazione il vino riposa in botti d’acciaio. Da uve prevalentemente Sangiovese riesce a sprigionare così sentori freschi e floreali. Non rinuncia tuttavia ai tipici profumi della tradizione toscana, e dunque regala note di frutti rossi e bacche di bosco, come more e mirtilli.
In bocca è fresco, si lascia apprezzare con semplicità senza mai cedere alla noia.
Abbinamenti e ricette
La sua freschezza lo rende adatto ad accompagnare i piatti della quotidianità, con le ricette tipiche della tradizione toscana, ottimo con tutte le zuppe di legumi e di pane, come l’acquacotta o la ribollita. Insieme ai legumi della tradizione come i ceci dal solco dritto, o quelli a buccia nera, conditi con un filo d’olio extravergine toscano e un po di pepe. Si accompagna benissimo con la pasta fatta in casa, come le tagliatelle o i pici con l’aglione. Oppure con i pecorini toscani non stagionati, i primo sale…insomma un vino che potete bere sempre, dalle merende agli aperitivi, fino ai pranzi.
La ricetta: il peposo toscano
Si racconta che durante la costruzione della cupola del Brunelleschi, le maestranze dell’impronta non avessero sosta dal lavoro. Le donne allora, che la resilienza l’hanno sempre praticata, presero a cuocere i pezzi del vitellone meno nobili e più callosi (guancia, stinco, carne da brodo) in una miscela di vino rosso, aglio e pepe nero. L’aglio e il pepe per celare qualche cattivo odore dovuta alla cattiva conservazione della carne. Mettevano tutto in un tegame di coccio coperto, che finiva in forno a cuocer con i mattoni e le tegole! Questa ricetta noi toscani non l’abbiamo mai dimenticata e ancora oggi accompagna i pranzi e le cene di famiglia.






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